Credits: NASA/Goddard/University of Arizona

Introduzione

La navicella spaziale della NASA, OSIRIS-REx, ha allungato il suo braccio robotico e toccato brevemente un asteroide per raccogliere polvere e sassolini dalla superficie con l’obiettivo di consegnarlo alla Terra nel 2023.

Touch and Go

Questo antico e ben conservato asteroide, conosciuto come Bennu, si trova attualmente a più di 200 milioni di miglia (321 milioni di chilometri) dalla Terra. Se l’evento di raccolta di campioni, denominato “Touch-And-Go” (TAG), fornirà un campione sufficiente, le squadre della missione ordineranno alla navicella spaziale di iniziare a stivare il prezioso carico primordiale per iniziare il suo viaggio di ritorno sulla Terra nel marzo 2021. Altrimenti, si prepareranno per un altro tentativo a gennaio.

Credits: NASA/Goddard/University of Arizona

Questa incredibile prima volta per la NASA dimostra come un’eccezionale squadra proveniente da tutto il paese si sia riunita e abbia perseverato attraverso incredibili sfide per espandere i confini della conoscenza“, ha detto l’amministratore della NASA Jim Bridenstine. “I nostri partner industriali, accademici e internazionali hanno reso possibile tenere un pezzo del più antico sistema solare nelle nostre mani”.

Breve cronostoria

Alle 13.50 EDT (19:50 ora italiana) OSIRIS-REx ha sparato i suoi propulsori per uscire dall’orbita intorno a Bennu. Ha esteso pian piano il suo braccio di campionamento di 11 piedi (3,35 metri), conosciuto come il Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism (TAGSAM), ed è transitato attraverso Bennu mentre scendeva per circa mezzo miglio (805 metri) verso la superficie. Dopo una discesa di quattro ore, ad un’altitudine di circa 410 piedi (125 metri), la navicella spaziale ha eseguito l’accensione del “Checkpoint”, la prima di due manovre che le hanno permesso di mirare con precisione al sito di raccolta del campione, noto come “Nightingale”.

Credits: NASA/Goddard/University of Arizona

Dieci minuti dopo, la navicella spaziale ha sparato i suoi propulsori per la seconda accensione del “Matchpoint” per rallentare la discesa e far corrispondere la rotazione dell’asteroide al momento del contatto. Ha poi continuato per una zona insidiosa, 11 minuti dopo aver superato un masso delle dimensioni di un edificio a due piani, soprannominato “Monte Fato“, per atterrare in un punto libero in un cratere dell’emisfero nord di Bennu.

È stata un’impresa incredibile – e oggi abbiamo fatto progredire sia la scienza e l’ingegneria sia le nostre prospettive per le missioni future per studiare questi misteriosi e antichi narratori del sistema solare“, ha detto Thomas Zurbuchen, amministratore associato per la Direzione delle missioni scientifiche della NASA presso il quartier generale dell’agenzia a Washington. “Un pezzo di roccia primordiale che è stato testimone dell’intera storia del nostro sistema solare potrebbe ora essere pronto a tornare a casa per generazioni di scoperte scientifiche, e non vediamo l’ora di vedere cosa verrà dopo”.

Credits: NASA/Goddard

Tanti dati da analizzare

Dopo oltre un decennio di pianificazione, il team è felicissimo del successo del tentativo di campionamento di oggi”, ha detto Dante Lauretta, ricercatore principale di OSIRIS-REx presso l’Università dell’Arizona a Tucson. “Anche se abbiamo un po’ di lavoro davanti a noi per determinare l’esito dell’evento – il contatto di successo, la raccolta di TAGSAM e il back-away da Bennu sono risultati importanti per il team. Non vedo l’ora di analizzare i dati per determinare la massa del campione raccolto“.

Tutti i dati telemetrici delle navicelle spaziali indicano che l’evento TAG è stato eseguito come previsto. Tuttavia, ci vorrà circa una settimana perché il team di OSIRIS-REx confermi la quantità di campione raccolto dalla navicella.