Credit: Aalto University.

Introduzione

Per 100 anni gli scienziati non sono stati d’accordo su come interpretare la meccanica quantistica. Un recente studio di Jussi Lindgren e Jukka Liukkonen sostiene un’interpretazione che si avvicina ai principi scientifici classici.

Varie interpretazioni

La meccanica quantistica è nata negli anni ’20 – e da allora gli scienziati sono in disaccordo su come interpretarla al meglio. Molte interpretazioni, tra cui l’interpretazione di Copenhagen presentata da Niels Bohr e Werner Heisenberg e in particolare l’interpretazione di von Neumann-Wigner, affermano che la consapevolezza di chi conduce il test influenza il suo risultato.

D’altra parte, Karl Popper e Albert Einstein pensavano che esistesse una realtà oggettiva. Erwin Schrödinger ha proposto il famoso esperimento di pensiero che coinvolgeva il destino di un gatto sfortunato che mirava a descrivere le imperfezioni della meccanica quantistica.

Nel loro ultimo articolo, gli impiegati finlandesi Jussi Lindgren e Jukka Liukkonen, che studiano la meccanica quantistica nel loro tempo libero, riesaminano il principio di incertezza sviluppato da Heisenberg nel 1927.

Secondo l’interpretazione tradizionale del principio, “location e momentum” non possono essere determinati contemporaneamente con un grado di precisione arbitrario, poiché chi effettua la misurazione influenza sempre i valori.

Nuova interpretazione

Tuttavia, nel loro studio Lindgren e Liukkonen hanno concluso che la correlazione tra un location e momentum, cioè la loro relazione, è fissa. In altre parole, la realtà è un oggetto che non dipende dalla persona che lo misura. Lindgren e Liukkonen hanno utilizzato nel loro studio l’ottimizzazione dinamica. Nel quadro di riferimento della loro teoria, il principio di indeterminazione di Heisenberg è una manifestazione dell’equilibrio termodinamico, in cui le correlazioni delle variabili casuali non svaniscono.

I risultati suggeriscono che non c’è una ragione logica per cui i risultati dipendano dalla persona che effettua la misurazione. Secondo il nostro studio, non c’è nulla che suggerisca che la coscienza della persona possa disturbare i risultati o creare un certo risultato o una certa realtà“, dice Jussi Lindgren.

Citazioni e Approfondimenti