Credits: ESA/ExoMars/CaSSIS

Introduzione

Una nuova serie di immagini catturate questa primavera dal Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS) dell’ESA-Roscosmos ExoMars Trace Gas Orbiter, mostra una serie di interessanti caratteristiche geologiche sulla superficie di Marte, catturate proprio mentre il pianeta superava il suo equinozio di primavera.

Campi di dune nel cratere verde di Marte

L’immagine di copertina, scattata il 27 aprile 2020 (52,3°S, 351,8°E), mostra parte di un cratere da impatto situato all’interno del più grande cratere verde nel quadrangolo di Argyre nell’emisfero sud di Marte.

L’immagine rivela un campo dunare quasi nero sulla destra circondato da terreni rossi, parzialmente coperti di ghiaccio bianco brillante. I calanchi, anch’essi parzialmente coperti di ghiaccio, sono visibili nella parete del cratere al centro dell’immagine. Gli scienziati stanno attualmente studiando il rapporto tra questo ghiaccio stagionale e la presenza dei calanchi.

L’immagine è stata scattata subito dopo l’equinozio di primavera nell’emisfero sud di Marte, quando la parte più meridionale del cratere (a destra) era quasi completamente priva di ghiaccio, mentre la parte settentrionale (al centro) era ancora parzialmente coperta. La parete del cratere meridionale ha avuto un’esposizione più lunga al Sole (come sulla Terra, i pendii rivolti verso l’equatore ricevono più luce solare), quindi il ghiaccio in questa zona si è ritirato più velocemente.

Strutture a forma di foglia nel cratere d’impatto Antoniadi

Credits: ESA/ExoMars/CaSSIS

Questa immagine, scattata il 25 marzo 2020, mostra il fondo del cratere da impatto Antoniadi, del diametro di 400 km, che si trova nell’emisfero nord di Marte nella regione di Syrtis Major Planum. Il colore blu dell’immagine, centrato a 21,0°N, 61,2°E, non rappresenta il colore reale del fondo del cratere, ma evidenzia la diversità della composizione rocciosa all’interno di questo cratere.

Al centro dell’immagine sono presenti strutture dendritiche che assomigliano alle venature delle foglie di quercia. Queste strutture, testimonianza delle antiche reti fluviali di questa regione, sporgono dalla superficie, a differenza dei canali, che di solito sono affondati in superficie. Questo perché i canali sono stati riempiti con materiale più duro – forse lava – e nel tempo le rocce più morbide che circondano questi canali ramificati sono state erose, lasciando un’impronta invertita di questo antico sistema fluviale.

Bacino d’impatto Argyre dopo l’equinozio di primavera

Credits: ESA/ExoMars/CaSSIS

Questa immagine del bacino d’impatto Argyre negli altipiani meridionali di Marte è stata scattata il 28 aprile 2020 proprio quando Marte aveva superato l’equinozio di primavera dell’emisfero australe. Il ghiaccio stagionale nel bacino d’impatto, lungo 800 km, si sta visibilmente ritirando, mentre la cresta sul lato destro dell’immagine è ancora coperta di brina. L’immagine è centrata a 57,5°S, 310,2°E.

La cresta coperta dal gelo è rivolta verso il polo, ricevendo quindi una minore radiazione solare rispetto alla vicina pendenza rivolta verso l’equatore. Su Marte, la radiazione solare trasforma il ghiaccio in vapore acqueo direttamente senza scioglierlo prima in acqua in un processo chiamato sublimazione. Da quando il pendio rivolto a nord (a sinistra) ha avuto una maggiore esposizione alla radiazione solare, il suo ghiaccio si è sublimato più rapidamente.

Composizione rocciosa nel canyon Ius Chasma

Credits: ESA/ExoMars/CaSSIS

L’immagine scattata il 5 maggio 2020 mostra una parte del suolo del canyon Ius Chasma, parte del sistema del canyon Valles Marines che si estende per quasi un quarto della circonferenza di Marte a sud dell’equatore del pianeta. Il canyon Ius Chasma, che si vede nell’immagine che sale fino a una cresta sul lato destro, è lungo circa 1000 km e profondo fino a 8 km, il che lo rende più del doppio e quattro volte più profondo del famoso Grand Canyon nello stato americano dell’Arizona. Il centro di questa immagine si trova a 8,8°S, 282,5°E.

Le bellissime variazioni di colore sul pavimento di Ius Chasma sono causate dai cambiamenti nella composizione della roccia. Gli scienziati teorizzano che le rocce leggere sono sali lasciati dopo l’evaporazione di un antico lago. Le informazioni sulla composizione della roccia sono utili agli scienziati perché permettono di ripercorrere la storia della formazione del canyon.