Introduzione

La creazione del cratere artificiale sull’asteroide Ryugu è vista nelle immagini scattate da una telecamera installata da Hayabusa2. L’immagine mostra i detriti che emergono dal punto di impatto 192 secondi dopo che il proiettile ha colpito la superficie. La barra sotto l’eruzione rappresenta una lunghezza di 25 metri. Immagine fornita dalla rivista americana Science.

Il cratere realizzato sulla superficie dell’asteroide Ryugu dalla sonda spaziale giapponese Hayabusa2 è semicircolare e misura circa 14,5 metri di diametro, secondo i dati rivelati dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), dall’Università di Kobe e altri.

I risultati, pubblicati il ​​20 marzo nell’edizione elettronica della rivista americana “Science“, hanno permesso ai ricercatori di stimare che la superficie di Ryugu si sia formata tra milioni e decine di milioni di anni fa, in base alla facilità con cui è stato realizzato il cratere. Ciò significherebbe che l’asteroide Ryugu ha una probabilità molto elevata di essere un oggetto celeste relativamente giovane, se paragonato alla nascita del nostro sistema solare stimata a circa 4,6 miliardi di anni fa.

L’impatto

Nell’aprile 2019, Hayabusa2 ha sparato un oggetto di rame sulla superficie di Ryugu. L’area attorno al punto di impatto presentava grandi rocce e la sfera di rame deviava in una direzione, causando un cratere semicircolare con una profondità massima di 2,3 metri.

Il cratere artificiale semicircolare sull’asteroide Ryugu realizzato dalla sonda spaziale Hayabusa2 è visto delineato in questa immagine fornita da JAXA, l’Università di Tokyo e altri.

Il cratere è sette volte più grande di qualsiasi altro creato nei test sulla Terra prima della missione e le sue dimensioni hanno superato le aspettative. Sebbene la superficie di Ryugu sia coperta da molte pietre e rocce che misurano da 10 centimetri a diversi metri di larghezza, si ritiene che la debole gravità dell’asteroide – solo circa un centomilionesimo di quella della Terra – e la sua superficie più fragile del previsto abbiano contribuito allla formazione del grande cratere.

Generalmente, i corpi celesti con mancanza di grandi crateri sulla loro superficie – il che significa che sono stati colpiti da pochi oggetti – sono consideratii come “giovani“. Ryugu ha grandi crateri, ma poiché ora si comprende che è un ambiente in cui anche piccoli oggetti possono creare impatti profondi, i ricercatori stimano che l’asteroide si collochi all’estremità più giovane della sua fascia di età stimata tra i 6 milioni e i 200 milioni di anni.

Masahiko Arakawa, professore di scienze planetarie presso l’Università di Kobe, ha dichiarato: “Secondo il nostro studio sull’analisi del cratere artificiale abbiamo scoperto che le forze di coesione tra i boulders (rocce) su Ryugu sono inferiori a quelle previste dagli studi precedenti. Queste osservazioni, cioè il fatto che il cratere abbia una forma asimmetrica semicircolare dal diametro di circa 10 metri e che il materiale espulso dal cratere si sia accumulato sul suo bordo, ci hanno fatto dedurre che solo un materiale con proprietà simile alla “sabbia” possa avere una forza di coesione ridotta a profondità superficiale inferiori ai 10 metri. Abbiamo concluso quindi che il cratere artificiale si sia formato su una superficie senza coesione e che di conseguenza la superficie di Ryugu sia composta da un materiale privo di coesione, appunto tipo sabbia“.

(Japanese original by Tomohiro Ikeda, Science & Environment News Department)

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