Solo qualche mese fa particolare clamore avevano suscitato le dichiarazioni del portavoce della Marina militare americana in merito alle “… incursioni nelle nostre gamme di addestramento militare a causa di fenomeni aerei non identificati…”. Joseph Gradisher rilasciò, alla NBC News, un comunicato via e-mail dova indirettamente riconosceva l’esistenza di oggetti volanti non identificati ma precisò che trattavasi di UAP ossia “fenomeni aerei non identificati“.

In pratica si cambia nome ma il problema è sempre lo stesso: c’è qualcosa nei cieli che non si riesce a spiegare e ricollegare a tacnologie note. Per approfondimenti:

Come già sottolineammo in quel periodo, a prescindere dall’acronimo utilizzato, la presenza degli UFO o UAP è ben nota e non da adesso ed il fatto che lo sia lo dimostrano tanti indizi lasciati come le famose briciole di pane della favola di Hänsel e Gretel.

Tra queste briciole vi è anche un documento riportato di recente sotto i riflettori dai navigatori del web; questo documento si intitola: “Unidentified flying objects in classical antiquity“.

Di per se potrebbe essere un qualsiasi documento di qualche fanatico ricercatore indipendente che prova a dimostrare un qualcosa, se non fosse che questo documento è presente nell’archivio delle pubblicazioni della NASA!

L’autore del documento afferma che antichi osservatori di oggetti misteriosi avvistati nei cieli, non potevano assegnarlo a cause naturali. Inoltre, afferma che almeno alcuni degli strani fenomeni osservati nel cielo dai nostri antenati erano molto simili agli UFO che appaiono oggi. Ogni epoca, insomma, ha avuto la sua terminologia per spiegare un qualcosa che accadeva lassù, nel cielo.

Beninteso: con quanto scriviamo non si sta affermando l’esistenza di nulla o si vuol fari intendere che qualcuno abbia detto che esista qualcosa, ma di certo si pone l’attenzione su un fenomeno che da fonti ufficiali se ne riconosce l’esistenza sin dall’antichità e che ancora oggi, a prescindere dall’acronimo usato, è ancora presente.

Condividiamo lo stesso pensiero dell’autore circa il metodo da adottare quando si studiano questi fenomeni: quello scientifico. Si osserva il fenomeno e lo si cerca di spiegare in modo oggettivo attraverso le consocenze attuali. Il probelma è che se da un lato la stragrande maggioranza di questi fenomeni possono essere spiegati, dall’altro lato un piccolossima parte non possono esserlo, almeno con le consocenze attuali. Come ogni altro ricercatore non si può far altro che continuare a studiare il fenomeno.

Di seguito riportiamo il link alla pagina in cui compare il documento (consiglamo di usare il tasto “cerca” per individuare il documento) nonchè il link del documento stesso:

L’Abstract del documento: “un approccio storico e scientifico combinato viene applicato ai rapporti antichi di quelli che oggi potrebbero essere chiamati oggetti volanti non identificati (UFO). Molti fenomeni convenzionalmente esplicabili possono essere esclusi, lasciando dubbi su una piccola percentuale di rapporti. Questi rientrano perfettamente nelle stesse categorie dei moderni rapporti sugli UFO, suggerendo che il fenomeno UFO, qualunque esso sia, non è cambiato molto in due millenni“.