NGC2281_nell-auriga

Grazie ad una collaborazione italiana di alcune associazioni di astrofili, è stata realizzata la scoperta di un sistema binario di stelle variabili caratterizzate da un aspetto sorprendente: sono legate fisicamente come gemelle siamesi. La scoperta è stata approvata ufficialmente dall’American Association of Variable Star Observers (Aavso). Ma andiamo con ordine.

Un attività che spesso accumuna gli astrofili è quella di cercare stelle variabili. Se si effettua una rapida ricerca su google ci si potrà fare subito una idea di cosa sia una stella variabile: “è una stella la cui luminosità apparente cambia nel tempo. Esse possono presentare variazioni che vanno da pochi millesimi di magnitudine a venti magnitudini in periodi che vanno da frazioni di secondo“, come riporta la famsa enciclopedia libera WIkipedia.

Ebbene, un team di astrofili italiani ha individuato un sistema binario, a circa 800 anni luce della Terra, nella costellazione dell’Auriga, la cui luminosità varia nel corso del tempo, composto da due stelle unite tra loro come due gemelle siamesi, che ruotano l’una attorno all’altra.

stelle-siamesi-auriga
Rappresentazione artistica della coppia si stelle unite fra loro scoperta scoperta a 800 anni luce dalla Terra (fonte: Gruppo Astrofili Palidoro)

Questo sistema binario è stato osservato per circa un anno dal team: oltre ad essere unite, ruotano l’una intorno all’altra “e si scambiano materia nel corso della rotazione”, ha spiegato Giuseppe Conzo, presidente del Gruppo Astrofili Palidoro. Inoltre, come si legge nel post dedicato alla scoperta, pubblicato sulla pagina Facebook del Gruppo Astrofili Palidoro, “le due stelle sono di classe spettrale G5 e ruotano una intorno all’altra in 8.6 ore. Questo sistema binario è di tipo a contatto, per cui le stelle componenti occupano per intero il proprio lobo di roche”.

La scoperta è stata approvata ufficialmente dall’American Association of Variable Star Observers (Aavso). Sul sito è stata anche dedicata una pagina in cui sono inseriti i nominativi di tutti coloro che hanno contribuito alla scoperta, ivi compreso un link per scaricare l’articolo.

Alcuni collaboratori della scoperta: Paolo Giangreco Marotta, Mara Moriconi, Gabriele Spaziani, Stefano Meneguolo, e con Giorgio Bianciardi, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), Nello Ruocco dell’Osservatorio Nastro Verde, Paolo Zampolini e Giorgio Mazzacurati, del Gruppo Astrofili Galileo Galilei.