Le origini

Nata a Firenze il 12 giugno 1922, suo padre era Roberto Hack – contabile di origini svizzere e di religione protestante – sua madre, era Maria Luisa Poggesi, toscana, di religione cattolica, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze e miniaturista alla Galleria degli Uffizi.

Entrambi i genitori avevano abbandonato la religione di provenienza per unirsi alla Società Teosofica Italiana, per la quale Roberto Hack fu segretario per un certo periodo sotto la presidenza della contessa Gamberini-Cavallini.

Margherita Hack, dopo aver frequentato (senza sostenere gli esami a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale) il Liceo Classico “Galileo Galilei” di Firenze, si è laureato in fisica all’Università di Firenze nel 1945 con un punteggio di prova di 101/110, con una tesi in astrofisica sulle variabili Cefeidi. Gli studi per la tese li condusse presso l’Osservatorio di Arcetri, a quei tempi sotto la direzione di Giorgio Abetti, che era per lei un modello di scienziato, insegnante e amministratore di centri di ricerca scientifica.

Vita privata

Nella sua giovinezza, oltre al basket, ha praticato con successo atletica leggera, in cui ha ottenuto vittorie nel salto in lungo e nel salto in alto nei campionati universitari, chiamati Littoriali sotto il regime fascista.

Il 19 febbraio 1944 si sposò con Aldo De Rosa, uno dei suoi compagni di giochi quando erano bambini, nella chiesa di San Leonardo ad Arcetri.

In Italia, era particolarmente nota per le sue opinioni anti-religiose e le sue continue critiche alla Chiesa cattolica, alla sua gerarchia e alle sue istituzioni.

Era vegetariana e ha scritto un libro in cui spiega questa scelta dal titolo Perché sono vegetariana (Why I Am A Vegetarian).

Hack è morta a Trieste il 29 giugno 2013 alle 04:30 all’ospedale Cattinara, dopo essere stata ricoverata in ospedale per una settimana per problemi cardiaci, di cui ha sofferto per circa due anni. Si era rifiutata di sottoporsi a un intervento al cuore. Il marito, Aldo De Rosa, è deceduto il 26 settembre 2014, a causa di complicanze della malattia di Alzheimer. Entrambi riposano nel cimitero di Sant’Anna di Trieste.

Lasciò nella città di Trieste la sua biblioteca personale contenente 24000 libri di astronomia.

Attività scientifica

È stata professore ordinario di astronomia all’Università di Trieste dal 1964 al 1° novembre 1992, quando è stata messa “fuori ruolo” per anzianità. È stata la prima donna italiana ad amministrare l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a fama internazionale.

Membro delle più prestigiose associazioni di fisica e astronomia, Margherita Hack è stata anche direttrice del Dipartimento di Astronomia dell’Università degli Studi di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. È stata membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (membro nazionale della classe di fisica matematica e scienze naturali; seconda categoria: astronomia, geodetica, geofisica e applicazioni; sezione A: astronomia e applicazioni). 

Ha lavorato in molti osservatori americani ed europei ed è stata a lungo membro di gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. In Italia, con un intenso lavoro di promozione, ha ottenuto la crescita dell’attività della comunità astronomica con accesso a numerosi satelliti, raggiungendo una notorietà a livello internazionale.

Ha pubblicato numerosi articoli originali su riviste internazionali e numerosi libri. Nel 1994 le è stata assegnata la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica e nel 1995 il Premio Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica.

Nel 1978 Margherita Hack fondò la rivista bimestrale L’Astronomia il cui primo numero uscì nel novembre 1979; più tardi, insieme a Corrado Lamberti, diresse la rivista di cultura popolare e di astronomia Le Stelle.

La Hack e le Cefeidi

Le Cefeidi, come anticipato, furono il primo argomento di ricerca della Hack ed oggetto della sua tesi: si tratta di stelle variabili, cioè che variano continuamente la loro luminosità nell’arco di un periodo di tempo molto breve, appena cinquanta giorni. Si conoscevano fin dall’antichità, ma fu una donna, Henrietta Leavitt, a scoprire agli inizi del XX secolo che attraverso lo studio della variazione di luminosità era possibile usare queste stelle come parametri di misurazione della loro distanza dalla Terra. Le Cefeidi furono così chiamate dal nome della prima stella di questo tipo a essere identificata, Delta Cephei.

Sono caratterizzate dall’estrema regolarità delle loro variazioni luminose”, spiegò la stessa Hack in uno dei suoi libri divulgativi, e “la loro grande importanza consiste nel fatto che c’è una stretta relazione fra il periodo di variabilità e il loro splendore intrinseco”.
Grazie a quelle osservazioni oggi le stelle di questo tipo sono considerate punti di riferimento fondamentali per misurare la distanza delle galassie alle quali appartengono e le distanze trovate con questo metodo sono considerate tra le più accurate attualmente possibili.

L’astronomia agli ultravioletti

Margherita Hack ha il merito di aver esplorato l’universo attraverso i raggi ultravioletti a partire da una stella nota come Epsilon Aurigae, una supergigante di magnitudine 3, lontana 6500 anni luce e ben duecentomila volte più luminosa del Sole. Si tratta di una variabile ad eclisse con un periodo orbitale di 27 anni (9883 giorni).

Secondo un modello proposto da Margherita Hack, la stella eclissante ha una struttura a gusci concentrici ed è circondata da anelli di gas ionizzato: si spiega così il graduale impallidire della compagna eclissata. Le dimensioni della stella eclissante sono enormi: il diametro è 2800 volte quello del Sole e il colore è rosso cupo.

Ciò che colpisce della scoperta della scienziata fiorentina è il fatto che essa risale al 1957 quando ancora non esistevano i satelliti: bisognerà aspettare altri decenni per vedere confermato il modello della Hack, grazie al satellite IUE, International Ultraviolet Explorer. Si è così concluso che probabilmente Epsilon Aurigae è un sistema formato da tre stelle, una coppia di stelle calde e molto vicine fra loro circondate da una nebulosa protoplanetaria e una stella gigante circondata da un’atmosfera rarefatta.

La stessa Hack disse: «È vero, ho un debito di riconoscenza con l’IUE. Nel 1957 avevo studiato la stella Epsilon Aurigae, dal cui spettro di luce avevo dedotto l’esistenza d’una stella compagna, molto più debole e più calda, che avrebbe eccitato la luce emessa dalla stella visibile emettendo nell’ultravioletto. Dalla stazione di Villafranca del Castillo, presso Madrid, puntammo allora il satellite verso Epsilon Aurigae e rimasi in attesa. Dopo qualche istante, sullo schermo cominciò ad apparire una strisciolina bianca nell’ultravioletto: era lo spettro della compagna invisibile. A ventuno anni dalla mia ipotesi, era la conferma che avevo ragione. È stata la soddisfazione più bella della mia carriera scientifica».

Come era solita spiegare la Hack nelle sue conferenze divulgative, il cielo può essere osservato in molti modi diversi, dalla luce visibile ai raggi X. Guardarlo ai raggi ultravioletti significa poter osservare fenomeni altrimenti invisibili, i cui protagonisti sono oggetti molto caldi, come le stelle nascenti o quelle che stanno per morire. Grazie alla partecipazione al progetto dell’Italia, coordinata da Margherita Hack, alla missione del satellite International Ultraviolet Explorer (IUE), lanciato il 26 gennaio 1978 da Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Gran Bretagna, attivo per 16 anni, fino al 30 settembre 1996, i ricercatori del nostro Paese hanno potuto studiare le migliaia di immagini relative a 10.000 oggetti celesti fra pianeti, comete, stelle, gas interstellare, supernovae, galassie e quasar.

Altri contributi scientifici

La Hack si è occupata anche dello studio delle stelle a emissione b, ovvero le stelle in rapida rotazione che emettono grandi quantità di materiale e talvolta formano anelli o inviluppi stellari. Ma non solo: si occupò anche delle Quasar, delle Pulsar nonchè della radiazione fossile a 2,7 gradi assoluti che permea tutto l’Universo.

In merito alla teoria dell’inflazione cosmica dichiarò: «Mi convince poco, mi sembra tanto un’ipotesi costruita ad hoc».

Attività sociale e politica

Margherita Hack durante una conferenza UAAR nel 2007

Hack era anche noto per le sue attività al di fuori della scienza, specialmente in campo sociale e politico.

Era atea e non credeva in nessuna religione o forma di soprannaturalismo. Ha anche considerato che l’etica non deriva dalla religione, ma da “principi di coscienza” che consentono a chiunque di avere una visione secolare della vita, rispettosa dell’individualità e della libertà altrui.

Ostile a qualsiasi forma di superstizione, inclusa la pseudoscienza, dal 1989 è garante scientifica del CICAP e presidente onorario dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (UAAR). Nel 2005 entra a far parte dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica. Era un membro del Partito radicale transnazionale.

Ha partecipato alle elezioni regionali italiane del 2005 in Lombardia nella lista del Partito Comunista Italiano ottenendo 5.364 voti nella provincia di Milano. Dopo le elezioni, ha dato il suo posto a Bebo Storti.

Si è di nuovo schierata con il Partito Comunista Italiano nelle elezioni generali italiane del 2006. È stata nominata per diversi distretti della Camera dei deputati, ma ha deciso di lasciare il posto per dedicarsi all’astronomia.

Il 22 ottobre 2008, durante una manifestazione studentesca in Piazza della Signoria a Firenze, ha tenuto una conferenza sull’astrofisica toccando gli esperimenti condotti al CERN sul bosone di Higgs, dopo una discussione contro la legge 133/08 (decreto 112, denominato “decreto Tremonti”).

I due grandi obiettivi della Hack

Due sono stati i grandi obiettivi che la Hack si pose:

  1. Convincere i giovani a dedicarsi alla ricerca scientifica, facendoli innamorare delle stelle e dei misteri dell’universo;
  2. Combattere le visioni fideistiche e irrazionali della natura, dalle superstizioni sugli oroscopi alle letture teologiche della creazione.

Premi e decorazioni

Dame Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic – awarded on 28 May 2012


Gold Medal of the Italian Order of Merit for Culture and Art – awarded on 27 May 1998