Introduzione: il telescopio

Negli articoli precedenti abbiamo cercato di far comprendere cosa è possibile fare o meno utilizzando strumenti meno impegnativi ma non per questo meno divertenti ed istruttivi:

Sicuramente per chi vuole di più deve passare necessariamente ad uno strumento più importante che gli consenta di vedere oltre sino a quello che in gergo viene definito deep sky, ossia cielo profono.

Si tratta quindi di passare ad un telescopio. Questo articolo apre una serie di articoli dedicato a questo strumento.

Una scelta consapevole

La scelta di un telescopio è simile a quella di un pc. Puoi entrare in un negozio e comprare ciò che risponde al tuo budget in modo semplice ed immediato credendo a tutto quello che ti viene propinato o cercare di fare una scelta consapevole. Quest’ultima è sicuramente la scelta migliore, ma per farla bisogna però prima informarsi.

Avete mai chiesto su un forum di informatica “vorrei comprare un PC, cosa mi consigliate?”. Se lo avete fatto il 99% delle volte vi verrà risposto: “dipende da cosa ci devi fare“; da lì nascono i problemi e soprattutto le domande da porsi. Per i telescopi è in parte lo stesso, dovrai chiederti:

  1. Cosa voglio vedere di più?
  2. Quanto è scuro il cielo del luogo dal quale effettuerò le osservazioni? 
  3. Quanto sono esperto? 
  4. Quanto voglio spendere? 
  5. Quanto spazio ho per usarlo e quanto peso voglio trasportare? 

Prima di esaminare i diversi telescopi disponibili, vale la pena conoscere le basi di come funzionano e con questo articolo speriamo di darti qualche spunto per aiutarti nel fare una scelta più consapevole data anche la difficoltà dovuta alla frustrante varietà di modelli presenti sul mercato.

Apertura: la prima specifica da sapere

L’aspetto più importante di qualsiasi telescopio è la sua apertura, il diametro del suo componente ottico principale, che può essere una lente o uno specchio. L’apertura determina sia la sua capacità di raccolta della luce (quanto luminosa appare l’immagine) sia il suo potere risolutivo (quanto nitida appare l’immagine). Quando impari a scegliere un telescopio, conoscere tutto ciò che puoi sull’apertura è cruciale per la tua capacità di vedere il cielo notturno.

Come è facile intuire, maggiore è l’apertura meglio vedrò gli space object. Con un telescopio da 6 pollici puoi distinguere i crateri sulla Luna piccoli fino a circa 1 km di diametro – metà delle dimensioni di quelli visibili con uno da 3 pollici (nelle stesse condizioni usando lo stesso ingrandimento). 

Gli stessi due strumenti rivolti verso una debole galassia, in una notte senza luna, avrebbero palesato una differenza ancora maggiore. Poiché la superficie di uno specchio da 6 pollici è quattro volte quella di uno specchio da 3 pollici, raccoglie quattro volte più luce, il che significa che la galassia apparirebbe quattro volte più luminosa. (Astronomicamente parlando, si traduce in 1,5 di magnitudine più luminoso.)

L’ingrandimento

L’apertura, per quanto sia il primo parametro da sapere, non è ciò che determina la sua “potenza”, per meglio dire: il suo ingrandimento. Quando si vede un telescopio per la prima volta, un novizio di solito chiede: “Quanto ingrandisce?” La risposta, gli potrà sembrare sorpredente, ma è “Qualsiasi importo desiderato“. 

Ogni telescopio, infatti, può fornire una gamma quasi infinita di ingrandimenti, a seconda dell’oculare che viene montata sulla sua estremità. Tuttavia non bisogna pensare che non si debbano rispettare certi parametri. Due fattori principali limitano la potenza che mostra una vista decente con un determinato strumento: l’apertura (di nuovo) e le condizioni atmosferiche (di cui ci occuperemo in un articolo separato).

Sono numerosi i dettagli nell’immagine creata dallo specchio o dell’obiettivo principale di un telescopio e bisogna trovare l’ingrandimento ottimale per vedere questi dettagli. E’ importante scegliere il giusto compromesso in quanto così come ingrandire troppo una fotografia al computer farà notare i pixel sullo schermo, così anche l’ingrandimento in eccesso renderà sfocato il tuo oggetto.

C’è una semplice regola per trovare il massimo ingrandimento utile: 50 volte l’apertura del telescopio in pollici o il doppio della sua apertura in millimetri. E questo se l’oscilloscopio ha un’ottica perfetta e l’aria notturna risulta insolitamente stabile.

Ciò significa che un cannocchiale da 4 pollici (100 mm) di alta qualità non deve essere spinto oltre i 200x. Quindi anche un piccolo strumento con una buona ottica ti mostrerà gli anelli di Saturno o le principali cinture di nuvole su Giove, poiché questi possono essere visti con un ingrandimento di 75x. Se, invece, girando per negozi, vedi un piccolo telescopio da 60 mm per telescopio per grandi magazzini etichettato come “300 power!!!”, saprai che è pubblicità ingannevole dal momento che il massimo ingrandimento sarà il doppio della sua apertura in millimetri e quindi al max 120x.

Lunghezza focale

L’ingrandimento non è un fattore discriminante in un telescopio ed ha piuttosto un ruolo secondario. Sono molto più importanti la luminosità e la stabilità. In poche parole un telescopio, a seconda della curvatura dello specchio o delle lenti, ha un punto focale.

Ogni strumento ha una lunghezza focale, che è la distanza dall’obiettivo primario o dallo specchio all’immagine che forma. Questo non è sempre uguale alla lunghezza del tubo, poiché, come vedremo più avanti, alcuni telescopi “piegano” otticamente il percorso della luce internamente.

La lunghezza focale è il numero che vedrai spesso stampato o inciso sulla parte anteriore o posteriore dell’oscilloscopio, di solito tra circa 400 e 3.000 millimetri a seconda dell’apertura e del tipo dell’oscilloscopio. Inoltre, per poter vedere una immagine sono necessari gli oculari che a loro volta hanno lunghezze focali diverse, ad esempio 25 mm o 10 mm.

Una volta rilevato il numero della lunghezza focale e quello degli occulari, basterà rapportarli (dividerli) per ottenere l’ingrandimento. Ad esempio un cannocchiale con lunghezza focale di 1.000 mm, utilizzato con un oculare da 25 mm, eroga 1.000 / 25 = 40 di potenza (o 40x).

La pupilla d’uscita

E’ l’insieme di raggi di luce che lascia l’oculare e raggiunge l’occhio. La pupilla d’uscita non dovrebbe mai essere superiore ai 7mm dal momento che quando la pupilla d’uscita è superiore ai 7mm, la luce viene di norma persa. Questo perchè si tratta dell’apertura massima che può generalmente raggiungere la pupilla umana anche di notte, quando l’oscurità è assoluta.

COnoscendo il valore della pupilla di uscita si può calcolare l’ingrandimento minimo che può essere utilizzato con un telescopio. Negli uomini più anziani l’apertura massima della pupilla è leggermente inferiore, perché diminuisce col crescere dell’età. Un uomo di 60 anni può avere un diametro della pupilla d’uscita di circa 4-5mm. Per questo motivo si dovrebbe adeguare l’ingrandimento minimo alla propria età.

Più forte è l’ingrandimento di un oculare (e quindi più piccola la sua focale), minore sarà la pupilla d’uscita. Con un telescopio 200/1000mm un oculare da 35,7mm presenta una pupilla d’uscita di circa 7mm. Con un oculare da 10mm la pupilla d’uscita ha un diametro di 2mm.

Le dimensioni contano

Quando si dice che le dimensioni contano. Almeno per i telescopi, le dimensioni contano dal momenti che più grande è l’apertura di un telescopio magguire sarà la luce che questo risucirà a raccogliere. I risvolti pratici sono diversi:

  • si potranno vedere oggetti deboli come galassia, nebulose, ammassi stellar;
  • gli oggetti del “cielo profondo” sono generalmente visti a potenze molto più basse rispetto alla Luna o ai pianeti, quindi la qualità della visione atmosferica è meno problematica. 
  • un’apertura maggiore in genere porta a tempi di esposizione più brevi per chi è interessato all’astrofotografia, soprattutto se combinato con una lunghezza focale ridotta.

Anche se puoi acquistare uno strumento dalla grandi dimensioni, non bisogna trascurare la portabilità o trasportabilità dello stesso. Bisogna avere amici disposti ad aiutarti nel montaggio e trasporto o avere una struttura fissa posta in una zona con un buon seeing in modo da non doverlo mai spostare. 

Presta molta attenzione al peso dello strumento stai considerando di acquistare, di solito elencato nella piccola stampa. Prova un piccolo esperimento: prendi un bilanciere da palestra o un tronco che pesa qaunto il telescopio che vuoi comprare e prova a spsotarlo avanti e dietro dal luogo in cui è ripsoto al luogo in cui dovrai trasportarlo. Considera se devi scendere scale o se usi l’ascensore se questo regge il peso complessivo.

Prossimo appuntamento

Questa serie di articoli dedicata al telescopio continuerà nel prossimo articolo dedicato ai vari tipi di telescopi. Anticipiamo che questi vengono suddivisi in tre classi: rifrattoririflettori e catadiottrici.