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Introduzione

Uno dei siti più enigmatici, dove nome e lingua rimangono sconosciuti, lascia meravigliati migliaia di visitatori ogni anno. Una delle civiltà più emblematiche dell’era mesoamericana, situata a circa 40 chilometri da Città del Messico nella parte nord-orientale della Valle del Messico. Un sito archeologico che ti mette in contatto con la natura ed oltre, ricco di una storia affascinante. Parliamo di Teotihuacan: il luogo dove nascono gli dèi.

Il mito

Secondo il mito messicano ventisei anni dopo la creazione della Terra, gli dei decisero di creare un nuovo sole. Gli dei si radunarono in quel luogo chiamato Teotihuacan. Si dissero l’un l’altro: “Chi sarà incaricato di illuminare il mondo?“. A queste parole un dio il cui nome era Tecuciztécatl rispose e disse: “Mi prendo cura di illuminare il mondo“. Quindi gli dei parlarono di nuovo e dissero: “Chi sarà l’altro?“. Si guardarono tra loro e si interrogavano su chi sarebbe stato l’altro; nessuno di loro osò offrirsi. Uno degli dei di cui non c’era storia, non parlava ma sentiva quello che gli altri gli dicevano. Gli altri gli parlaronoo e uno gli disse: “Sii colui che illumina, bubosito”. Lui, che di nome si chiamava Nanahuatzin di buona volontà rispose: “In pietà ricevo ciò che mi hai comandato, così sia“.

Il mito continua e racconta che Tecuciztécatl e Nanahuatzin trascorsero quattro giorni in digiuno e astinenza prima di gettarsi in una grande fiammata e emergere trasformati nel Sole e nella Luna. Questo rappresenta solo uno dei tanti affascinanti racconti mitologici della cultura messicana che mostra un forte collegamento con quelle che erano considerate divinità.

La città

Molti sono gli interrogativi a cui bisogna rispondere su questo luogo, a cominciare dal chi l’avesse costruita. Inizialmente si era pensato al popolo azteco, ma in realtà quando gli Aztechi scoprirono il sito, esso era già in rovina da ben settecento anni. Tuttavia non esitarono a impossessarsene e a dargli un nome suggestivo: Teotihuacan, per l’appunto, che in lingua nauhatl significa la città dove nascono gli dei.

Il sito è stato occupato intorno al 200 a.C., ed ha raggiunto il suo culmine nella fase di Xolalpan (450-650 d.C.). All’epoca Teotihuacan copriva un’area di circa 24 km quadarti con una popolazione compresa tra i 100.000 ai 150.000 abitanti, il che la rendeva una delle più grandi città dell’emisfero occidentale del tempo.

La sua costruzione ha un qualcosa di incredibile per le tecniche del tempo: realizzata con cura, frutto di pianificazione secondo schemi sistematici ben precisi. È notevole in quanto è stato sviluppato secondo una progettazione predeterminata al fine anche di ospitare una popolazione sempre crescente. Sembra, inoltre, costruita secondo precisi riferimenti astronomici, come vedremo a breve.

Disposta su una rigorosa griglia, la città era centrata attorno a due assi principali che si intersecavano ad angolo retto rispetto al centro sacro, delineando quattro grandi distretti. 

  • La Avenue of the DeadViale dei Morti – è il nome dato all’ampia strada che taglia in due la città da nord a sud. In realtà si tratta di una serie di cortili e spiazzi aperti ognuno dei quali è largo un centinaio di metri. Ai lati di questi cortili si innalzano delle basse piattaforme che gli Aztechi prima e gli Spagnoli poi pensarono essere tumuli funerari. In realtà entrambi sbagliavano perchè gli antichi abitanti della città avevano un costume funerario del tutto particolare. Usavano infatti cremare i corpi dei defunti e seppellirne le ceneri sotto il pavimento delle abitazioni.
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Viale dei Morti
  • Ad est, la monumentale Piramide del Sole: è una costruzione a quattro piani alta circa 73 metri e i cui lati misurano 225 metri. Quando la si vede viene automatico il pargona con la Grande Piramide di Cheope in Egitto che è alta almeno il doppio. Probabilmente questo monumento fu costruito in due fasi distinte, la prima parte fu edificata intorno al 100 d.C., mentre la seconda all’inizio del III secolo d.C. Si ritiene che siano stati almeno tremila gli operai coinvolti nell’edificazione della piramide per un periodo di oltre trent’anni di lavoro ininterrotto, più di due milioni e mezzo di tonnellate di mattoni essiccati al sole sono stati utilizzati nel corso dell’opera.
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Piramide del Sole

Chi la ha realizzata dimostrava profonde conoscenze astronomiche e matematiche, oltre che ingegneristiche. L’asse della piramide è infatti orientato perfettamente in direzione est-ovest, ovvero nel senso del passaggio del sole nel cielo. Molto probabilmente questa costruzione simboleggia il centro dell’universo, con i quattro angoli che corrispondono ai quattro punti cardinali e con il vertice che significherebbe il centro della vita. Nei primi anni Settanta venne scoperta dagli archeologi una cavità sotto la piramide. Si tratta di una galleria a pochi metri sottoterra che si dirige per un centinaio di metri verso est. Molto probabilmente questa cavità era utilizzata come sito di culto ma è curioso constatare che in epoca Precolombiana i popoli di quella terra consideravano simili gallerie il ventre da cui il sole e la luna e tutto il genere umano erano sorti agli inizi dei tempi. Sembra, poi che dalla piramide si potessero osservare eventi astronomici legati all’agricoltura e alla fede.

“pecked cross” (croce picchettata)

C’è da ricordare ancora un interessante punto di orientamento astronomico posto al vertice nord-occidentale della Piramide del Sole: è costituito da una mira, un cerchio ed una croce, incisi su una pietra: una identica pietra è posta a tre chilometri di distanza. Una “pecked cross” (croce picchettata): una linea che congiunge due di queste croci indica sull’orizzonte il punto in cui tramontava l’ammasso delle Pleiadi all’epoca della costruzione di Teotihuacan.

  • All’estremità settentrionale del Viale dei Morti, vi è la maestosa Piramide della Luna. Costruita intorno al II secolo d.C. – tra il 200 e il 450 d.C. – è più piccola della precedente, i suoi lati misurano 145 metri e la sua altezza è di 42 metri, è ben conservata ed ugualmente imponente. La piramide presenta una scalinata che ha l’accesso diretto dal Viale dei Morti, salendo si giunge a una piattaforma che era utilizzata per le cerimonie sacre. La Piramide della Luna fu costruita per celebrare e onorare la Grande Dea di Teotihuacan. Questa piramide negli ultimi tempi è stato oggetto di nuove scoperte. In un annuncio ufficiale divulgato nel 2017, i ricercatori dell’INAH e della National Autonomous University del Messico hanno rilevato di aver scoperto un tunnel che collega lo spazio alla Piazza della Luna della città antica e una camera nascosta di 15 metri di larghezza, situata a circa 8 metri sotto la superficie. 
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Piramide della Luna
  • A sud la vasta spianata chiusa della Cittadella, con all’interno il Tempio della Piramide del Serpente PiumatoQuetzalcoatl. La Cittadella è un complesso di costruzioni recintate da un perimetro quadrato con i lati lunghi più di 600 metri. La Ciudadela, come si chiama in lingua locale, era il complesso cerimoniale della città e sorgeva nelle vicinanze del Gran Conjunto che era invece il quartiere amministrativo.
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La Cittadella con al centro la Piramide di Quetzalcoalt

Nelle vicinanze della Ciudadela sorge il tempio di Quetzalcoatl, il monumento più conosciuto di questo centro urbano. In questa piramide a sei piani o gradoni, vi sono alcuni elementi architetonici che diverranno poi tipici in tutta la Mesoamerica: le alfardas, ovvero le rampe di protezione delle scalinate dell’edificio e il cosiddetto talud-tablero ovvero l’interruzione del corpo inclinato della piramide (talud) per mezzo di unità sporgenti (tableros). Le pareti del talud sono decorate da bassorilievi raffiguranti serpenti, mentre sui gradoni sovrapposti sono ben visibili le colossali teste di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, che si alternano con quelle di una divinità forse collegata con il mais e con la pioggia.

Il Serpente Piumato, rappresentava per le culture del centro-america il principio cosmico del duale: la terra del serpente ed il cielo dell’uccello, riuniti in un’ unica simbologia. L’importanza di tale argomento è tale che preferiamo dedicarna una trattazione separata. Voglio, tuttavia, riportare l’estratto della introduzione del libro “Le profezie di TutanKhamon“, di Graham Hancock: “Ma prima devo raccontarvi del re bambino del Messico. Anche lui nacque per immacolata concezione, più di 1250 anni fa, nelle foreste del Messico. Insegnò al suo popolo la scienza suprema del sole, lo adorò come dio della fertilità e compì miracoli. Si dice che alla sua morte salì in cielo. Lo chiamarono il serpente piumato“.

  • Il secondo asse, poi, attraversa la città da est a ovest seguendo il corso del fiume San Juan.
  • Gli edifici vicino ai templi erano ricchi edifici che ospitavano sia i palazzi pubblici, sia le abitazioni dei più ricchi e potenti, gli archeologi hanno ne rilevato ritrovato uno di dimensioni mastodontiche, misurava, infatti, quasi tremila duecento metri quadrati.
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Gli edifici

Teotihuacan era una delle metropoli più potenti della Mesoamerica. Come centro politico, economico e religioso, ha esteso il suo dominio militare e la sua influenza politica su un vasto territorio. Questa influenza è tangibile nelle regioni di Oaxaca (Monte Alban), della costa del Golfo e delle città Maya.

Il popolo

Gli abitanti di Teotihuacan non solo erano grandi architetti, ma erano anche grandi scultori, scalpellini, pittori e ceramisti. Notevole per la sua bellezza e il suo squisito stile, l’arte di Teotihuacan è progettata per supportare le credenze religiose e le strutture di potere esistenti della metropoli. I temi sono spesso ispirati alla religione o alle imprese militari. Non contiene ritratti o scene realistiche, ma ci sono divinità (pioggia, fertilità), figure mitiche (serpente piumato), animali (giaguaro, uccelli), sacerdoti che eseguono rituali e guerrieri.

Le maschere Teotihuacan sono notevoli sia per il loro stile che per la qualità della loro esecuzione che le rendono un aspetto straordinariamente realistico. Le orecchie, spesso forate, erano decorate. Sono state identificate dozzine di maschere di Teotihuacan, ma solo alcune sono state trovate nel all’interno del sito, il che complica la loro interpretazione.

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Gli artisti scolpiscono maschere intrise di grande serenità e rara bellezza, producono belle statue di figure in piedi, modellano e decorano vasi complessi e dipingono affreschi sulle pareti della maggior parte degli edifici.

Poche altre cose sappiamo dei misteriosi abitanti di questa metropoli del mondo antico. Possedevano una scrittura, che però non è mai stata decifrata, ed è possibile che ci sia stata una produzione libraria, sebbene nessun testo sia mai giunto fino a noi. Sappiamo anche che molto probabilmente il loro sistema di numerazione era molto simile a quello degli Olmechi ed era perciò composto da un insieme di barre e punti.

La devastazione

Intorno al 550 d.C. Teotihuacan fu devastata da un incendio doloso. I templi e i complessi del palazzo furono distrutti, insieme alle sculture custodite all’interno. Mentre il colpevole rimane sconosciuto, alcuni credono che sia stato messo in atto dagli abitanti d’élite della città. Altri sostengono che sia stato fatto da persone sottomesse delle aree vicine che hanno approfittato di una percepita debolezza nel dominio politico di Teotihuacan per attaccare e distruggere le sue strutture civili e religiose. Altri ancora ritengono che il problema fu il clima che si sarebbe inaridito, provocando dapprima una dimunuzione del raccolto e poi una terribile carestia. L’unica cosa che si sa con certezza è che verso il 700 la città fu incendiata da alcune popolazioni barbare provenienti da nord che vi si insediarono poi per ben duecento anni. La città fu parzialmente abbandonata da allora e, col tempo, i suoi occupanti gradualmente se ne andarono.

Teotihuacan occupa un posto di rilievo nella storia mesoamericana e suscita sempre ammirazione e curiosità. Il fervido interesse per questa civiltà è illustrato nelle maggiori mostre ad essa dedicate. Ad esempio, la grande mostra parigina Teotihuacan, Cité des Dieux (2009-2010) e la tanto percorsa mostra Teotihuacan, City of Fire, City of Water , (2017-2018) a San Francisco.