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Introduzione

Un team di ricercatori dell’Università di Tokyo guidato da Akihiko Fukui, riccorendo al metodo della microlente gravitazionale è riuscito ad individuare un nuovo esopianeta. Con questo metodo sono stati individuati solo circa un centinaio di esopianeti, sin ora, data la rarità e la breve durata di questo fenomeno.

Il metodo del microlensing gravitazionale

Questo metodo proviene dall’intuito di Albert Eistein il quale affermò che i grandi oggetti deformano il tessuto dello spazio. Questo effetto fa sì che la luce si distorca e cambi direzione quando viene influenzata dalla gravità di un oggetto enorme, come una stella o un pianeta. Ciò comporta che la gravità nel piegare il tessuto dello spazio finisca per focalizzare la luce come accade quando si usa una lente di ingrandimento, facendoloa sembrare più luminosa. Quando ciò accade è come se si verificasse un breva bagliore di luce.

simulazione grafica del microlensing gravitazionale

La scoperta

Il team guidato da Akihiko Fukui presso l’Università di Tokyo, utilizzando una serie di 13 telescopi dislocati in tutto il mondo, tra cui quello del NAOJ Okayama Astrophysical Observatory, ha osservato questo fenomeno per 76 giorni raccogliendo dati sufficienti per determinare le caratteristiche del sistema in cui si trova l’esopianeta. 

La stella ha una massa circa la metà della massa del Sole ed è più fredda rispetto ad esso; l’esopianeta ha una massa simile a Nettuno ma circa il 20% più pesante, ha un’orbita di dimensioni simili all’orbita terrestre.

Risultati importanti

Dai risultati raccolti sono state estrapolate importanti informazioni: si ritiene che questa regione orbitale sia il luogo di nascita di pianeti gassosi giganti e pianeti delle dimensioni di Nettuno potrebbero essere comuni in tali regioni. Poiché l’esopianeta scoperto, a differenza di altri, è più vicino a quelli scoperti con lo stesso metodo, è un buon obiettivo per le osservazioni di follow-up da effettuare con telescopi di classe mondiale come il telescopio Subaru.

Altro aspetto importante ricavato dalla ricerca riguarda la distanza dell’esopianeta dalla stella: tale distanza è idonea alla formazione di ghiaccio durante la fase di formazione del pianeta, rendendo questo luogo teoricamente favorevole alla formazione di pianeti gassosi giganti. 

La pubblicazione

I risultati della ricerca sono stati pubblicati come Fukui et al. “Kojima-1Lb is a Mildly Cold Neptune around the Brightest Microlensing Host Star” in the Astronomical Journal l’1° Novembre 2019.

Approfondimento

A. Fukui et al. Kojima-1Lb è un Nettuno moderatamente freddo attorno alla stella ospite più microlente, The Astronomical Journal (2019). DOI: 10.3847 / 1538-3881 / ab487f. Fornito da National Astronomical Observatory of Japan.