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Introduzione

Il 29 ottobre scorso è stato festeggiato il 50° compleanno di Internet. In occasione di tale ricorrenza si è tenuto un Convegno a Roma presso il CNR, ente organizzatore unitamente all’Università di Pisa, in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino. Il convengno è dedicato ai pionieri della Rete e al futuro della ricerca scientifica in questo settore proiettato verso un WEB quantistico.

Progetto ARPAnet

Il 29 ottobre 1969, grazie al progetto ARPAnet, venne effettuata presso il laboratorio di ricerca informatica dell’Università della California a Los Angeles, la prima comunicazione tra computer, dando di fatto alle comunicazioni via rete.

ARPAnet è un acronimo che sta per: “Advanced Research Projects Agency NETwork“, in italiano: “Rete dell’Agenzia per i progetti di ricerca avanzati. Venne realizzata in principio per motivi militari dall’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DARPA) quale responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare.

ARPAnet venne inzialmente pensata, realizzata e utilizzata per scambio di informazioni in ambito governativo ed in seguito anche universitario. Solo nel 1974, grazie allo sviluppo dello standard di trasmissione TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol) nacqua Internet. Per motivi di segretezza militare e per la diffuzione esponenziale di Internet grazie anche alla diffusione dei personal computer, il progetto ARPAnet venne accantonato e sostituito da MILnet per il traffico non classificato del DARPA.

CNR porta internet in Italia

L’Italia, grazie al CNRCentro Nazionale di Ricerca – è stata una delle prime nazioni ad accogliere e diffondere Internet. In occasione del 50° compleanno dalla nascita della “Rete delle Reti”, ha tenuto un Convegno ieri 29 ottobre 2019, presso la sede a Roma del CNR.

Il suo presidente, Massimo Inguscio, a tal uopo ha dichiarato: “Il Cnr è stato fondamentale nell’avvio di internet in Italia, tra le prime nazioni al mondo che 33 anni fa si collegarono alla rete, così come per la sua diffusione di massa grazie al dominio Registro.it, l’anagrafe dei domini made in Italy. Il Cnr continuerà ad essere protagonista in Italia e in Europa con progetti che coordina nel campo dell’Ict, delle reti e della rivoluzione tecnologica e di conoscenze legate all’aumento esponenziale della velocità di trasmissione e alla protezione dei dati grazie alle applicazioni della meccanica quantistica in campo fotonico e crittografico”.

Tra gli altri è intervenuto anche Piero Angela, intervistato da Luca Fraioli, uno dei pricipali protagonisti della divulgazione scientifica italiana negli ultimi 50 anni. Si sono susseguite testimonianze di ricercatori italiani come Luigi Fratta e Luciano Lenzini, che hanno contribuito direttamente alla nascita di Internet e all’ingresso dell’Italia nella Rete; sono intervenuti scienziati e top manager per discutere sul futuro di Internet e le sue prospettive di sviluppo. Ancora: hanno partecipato anche Alessandro Armando, professore dell’Università di Genova, esperto di cybersecurity, Maurizio Decina, professore del Politecnico di Milano, esperto di reti di telecomunicazione, Stefano Pileri, AD di Italtel e Luca Tomassini, fondatore, presidente e AD del gruppo Vetrya.

Il futuro quantistico

Il futuro di internet è il Web quantistico, in cui le comunicazioni tra computer saranno basate sulle proprietà del mondo degli atomi e delle particelle elementari.

“Stiamo provando a immaginare nuove forme del Web, formate da computer quantistici collegati attraverso comunicazioni molto più veloci e sicure di quelle attuali, grazie alle proprietà del mondo subatomico, come la correlazione istantanea a distanza, il cosiddetto entanglement quantistico“, ha spiegato all’ANSA il presidente del Cnr, Massimo Inguscio.

Con queste tecnologie potremmo ad esempio trasmettere grandi quantità di dati, come sequenze di Dna, o legati allo studio del clima“, ha aggiunto. L’Italia è stata tra le prime Nazioni al mondo a collegarsi alla Rete, nel 1986. A quell’avventura partecipò anche Luciano Lenzini, informatico dell’Università di Pisa.

Abbiamo tanti segnali stimolanti dal mondo della ricerca, l’internet quantistico rappresenterà un autentico cambio di paradigma“, ha spiegato all’ANSA, Lenzini. “La teoria c’è già, è la tecnologia che deve adesso fare passi avanti, ad esempio – ha concluso – per mantenere i futuri computer quantistici a temperature bassissime, più di quelle dello spazio, indispensabili per il loro funzionamento“.

Leonard Kleinrock

Nel video l’autore della prima trasmissione dati, Leonard Kleinrock, in un’intervista del Politecnico di Milano