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Spesso accade che i ritrovamenti di antichi insediamenti avvengano per puro caso. Così è accaduto per la Stonehenge spagnola.

Incredibile scoperta

Nel 1925 il geologo e archeologo tedesco Hugo Obermaier scoprì, nei pressi della città di Peraleda de la Mata, un complesso megalitico che venne denominato “Dolmen de Guadalperal”. Purtroppo dopo quasi quaranta anni, tale sito venne sommerso dalle acque: un bacino artificiale fatto realizzare da Francisco Franco, a seguito della costruzione della diga di Valdecañas, provocò l’innalzamento delle acque del fiume Tago che lo inondarono lasciando nascosto per molti anni.

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Dolmen de Guadalperal

In seguito ad una eccezionale siccità, questa estate, è riemersa dalle acque del fiume Tago, il complesso megalitico che a primo impatto porta subito alla mente quello di Stonehenge, l’originale per così dire, situato in Inghilterra. Ora è possibile vederlo nella sua totalità. Il sito è composta da 144 monoliti di granito posizionati verticalmente, con una camera ovale di cinque metri di diametro e un corridoio di ventun metri di lunghezza.

Uno sguardo sul passato

Il Dolmen di Guadalperal, secondo le datazioni al radiocarbonio, è di 5000-4000 anni fa, collegandolo indirettamente alla storia della Stonehenge inglese.

L’importanza di questa scoperta risiede anche per l’opportunità che si è palesata di poter studiare i monoliti e quindi la storia del paese. In particolare la presenza di un dolmen indica l’esistensza di monumenti più grandi se non anche di passati insediamenti.

L’appello on-line

Al fine di preservarlo da successive possibili inondazioni, l’associazione culturale Raices de Peraleda ha lanciato una petizione on-line affinchè potesse essere spostato e così preservato dal momento che le pietre di granito sono porose e possono crepare facilemnte.