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Quando viene realizzata una nuova tecnologia destinata per un determinato uso, non significa che essa debba essere sempre circostritta all’ambito di applicazione per la quale è stata ideata. Proprio questo devono aver pensato i ricercatori di Medipix e Timepix quando hanno deciso di utilizzare i microchip sviluppati per i rilevatori dell’LHC (Large Hadron Collider) nei diversi ambiti sociali quali medicina, arte, e in strumenti per lo spazio.

Chip pixel-sensor: Medipix e Timepix

Questi tipi di microchip, come anticipato, sono utilizzati nei rivelatori dell’LHC al fine di tracciare i percorsi della particelle cariche elettricamente. In pratica funziona come una macchina fotografica digitale: una particella colpisce il sensore depositando una carica che viene poi elaborata elettricamente, ma a differenza della macchina fotografica registra particella fina a 40 milioni di volte a secondo.

In seguito alla creazione di tali microchip, gli stessi ingegneri e fisici del Cern si resero conto dei molteplici impieghi se gli fosse stato aggiunto un contatore a ciascun pixel consentendo il conteggio del numero di particelle: nacque il Medipix2. Ancora, il microchip pixel-sensor venne integrato della possibilità di registrare il tempo di arrivo delle particelle o dell’energia depositata da un pixel: nacque il Timepix.

Medipix

In ambito medico il chip si è evoluto, passando dal Medipix2 al Medipix3 che lavora ad una frequenza di fotogrammi più alta (fino a 1800 fotgrammi/s) e può funzionare in modalità lettura/scrittura continua. Grazie a questi ed altri miglioramenti è stato possibile effettuare nel 2018 la prima radiografia a colori di parti di un corpo umnao.

InsightArt

Anche nell’arte tali chip hanno trovato applicazione sfociando in una start-up chiamata Insight-Art. Questa consente ai ricercatori di utilizzare i chip Medipix3 per scandagliare, scannezziare, esaminare gli strati delle varie opere d’arte, studiarne la composizione dei materiali e determinarne l’autenticità o meno. Di recente infatti il restauratore d’arte Jiri Lauterkranc ha studiato per tre un dipinto chiamato La Crau con una vista di Montmajour.

Lui e il suo collega di InsightART hanno usato una combinazione di uno scanner a raggi X specializzato e metodi tradizionali per analizzare il dipinto e a quanto sembra trattasi di un vero Vincent Van Gogh. Il restauratore sta inviando prove alla Fondazione Van Gogh per la verifica finale.

Timepix sulla Stazione Spaziale Internazionale

I rilevatori dotati di microchip Timepix sono installati in strumenti a bordo della ISS sin dal 2012. Vengono utilizzati per misurare la dose di radiazioni a cui gli astronauti e le attrezzature sono esposti. I chip riescono a rilevare i raggi gamma che sappiamo essere letali per il corpo umano.