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Storicamente lo sciame delle Orionidi è noto dal 1839 quando E.C. Herrick constatò che durante il periodo compreso tra l’8 ed il 15 ottobre si ripeteva il fenomeno della caduta di meteore. Successivamente, fu grazie ad Alexander S. Herschel che venne confermata l’origine ed il periodo in cui il fenomeno si ripeteva.

Le Orionidi provengono dalla cometa di Halley. Ogni anno durante il mese di ottobre, la Terra passa attraverso un flusso di detriti lasciatosi dietro dalla famosa cometa che volano fuori dalla costellazione di Orione. I meteorologi prevedono che il picco massimo si abbia ogni anno tra il 20 ed il 23 ottobre; per il 2019, anno in cui sciriviamo, raggiungeranno il picco martedì 22 ottobre, con un massimo di 20 meteore all’ora. Il momento migliore per osservarle è durante le prime ore dell’alba quando la costellazione dell’Orione è alto nel cielo.

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Lo spettacolo che offriranno non sarà secondo a nessuno per bellezza: i frammenti della cometa colpiscono l’atmosfera terrestre viaggiando a 66 km/s. Solo le Leonidi di novembre sono più veloci a 72 km/s. Gli orionidi spesso lasciano scie luminose, frammenti incandescenti di detriti, che durano per minuti turbinando tra le stelle scintillanti di Orione, Gemelli e Toro.

Lo spettacolo è assicurato, il difficile sarà stare svegli per quell’ora.

Sopra: Ian Webster ha creato questa visualizzazione interattiva del flusso di detriti di Halley che attraversa l’orbita terrestre.