Uno dei più grandi interrogativi che l’uomo si è posto da quando ha cominciato a prendere coscienza del suo posto nell’Universo è stato: siamo soli?

Certo spunti potremmo prenderli dai testi religiosi. La Bibbia ad esempio in Salmi 23,1 parla di “Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti”. Al di là delle tante interpretazioni che se ne vogliono dare, rimane il dato certo dell’espressione quantomeno particolare e audace che viene utilizzata.

Ma senza addentrarci oltre, rimanendo su un piano che più ci interessa, quello scientifico, cosa sta facendo l’uomo per rispondere a questa domanda? Quali sono i programmi presenti e futuri?

Oltre alla ricerca delle c.d. tecnosignature (di cui ce ne siamo già occupati: Ricercare le “tecnosignature” per trovare altre civiltà intelligenti), vi è anche la ricerca delle biosignature. L’impegno in tal senso vede coinvolta le agenzie spaziali di tutto il mondo, in primis la NASA, ma anche l’ESA – Agenzia Spaziale Europea, la Roscosmos, l’agenzia russa.

Sono previste diverse missioni per la ricerca delle biosignature, vediamo in breve quali sono.

Mars 2020

Per l’estate 2020 è prevista la missione della NASA “Mars 2020” che ha come obiettivo principale quello di individuare tracce di vita, passata e presente, studiare l’abitabilità sul pianeta rosso nonché lo stoccaggio di campioni geologici da poter trasportare sulla Terra per essere esaminati accuratamente.

Chiaramente quando si parla di individuare vita su Marte si parla di tracce di vita microbica preservata nelle rocce. Certo magari scavando ed esplorando ci si potrebbe trovare dinanzi a un qualcosa come la foto mostrata nel primo film dei Trasformers. Per gli appassionati riproponiamo la scena tratta dal teaser di lancio del film (per gli impazienti andate al minuto 1:00 del video).

ExoMars

Questa missione è organizzata in collaborazione tra l’ESA e la Roscosmos e prevede il lancio di un orbiter e di un lander. Il lancio dell’orbiter è già avvenuto il 14 marzo 2016 mentre il lander sarà lanciato nel 2020: il modulo di atterraggio è costruito quasi per intero della compagnia russa Lavochin, mentre il rover dall’ESA. Obiettivi saranno quello di studiare l’ambiente biologico della superficie e chiaramente cercare tracce di vita passata e presente. Si cercherà di comprendere le caratteristiche geochimiche del pianeta, distribuzione dell’acqua, eventuali pericoli per future missioni.

Parlando di pericoli non si può non ricordare il caso della sonda Phobos 2 lanciata dai russi nel 1988: la sonda scattò “immagini molto notevoli”, così vennero definite dai tecnici russi e scomparve in circostanza sospette. Ma di questo ne parleremo separatamente.

Dragonfly

La ricerca di vita extraterrestre non si limita solo a Marte, ma riguarda anche altri luoghi: nel 2026 la NASA lancerà un drone su Titano, la luna più grande di Saturno. Il drone, chiamato Dragonfly – letteralmente libellula – avrà le dimensioni di un rover marziano con il compito di studiare la chimica prebiotica e l’abitabilità sulla stessa luna. Questa missione rappresenta una svolta nella esplorazione: a differenza di altre missioni in cui erano previsti rover e/o orbiter per esaminare zone relativamente vicine rispetto il punto di atterraggio, con questo drone, una sorta di doppio quadricottero, sarà possibile studiare zone molto diverse e lontane tra loro potendosi spostare nell’atmosfera del satellite di Saturno.

Credit: nasa.gov

Europa Clipper

Questa missione, programmata sempre dalla NASA, è prevista per il 2022 ed avrà come obiettivo Europa, un satellite di Giove. La missione comprenderà un orbiter ed un lander per esaminare la particolare conformazione di questa Luna che presenta un vasto oceano sotto la crosta e questo alimenta in modo esponenziali le aspettative degli scienziati di trovare forme di vita microbiotica extraterrestre.

Jupiter Icy Moons Explorer  

Questa missione è realizzata dall’ESA ed il lancio è previsto nel 2022; l’obiettivo di questa missione sono le tre lune ghiacciate di Giove: Ganimede, Europa e Callisto le quali presentano acqua liquida sotto la superficie.

Cercare dalla Terra

Le missioni spaziali sono molto costose sia in termini economici che in termini di lavoro umano, per non parlare dei rischi, molti ignoti, che presentano. Da un punto di vista strettamente della ricerca molti sono gli interrogativi che le accompagnano: cosa cercare, come cercare, dove cercare.

A tale scopo di fondamentale importanza appare la ricerca di vita extraterrestre studiando il pianeta Terra. Potrebbe sembrare strano detta così, ma capire cosa, come e dove cercare può derivare dallo studio di zone simili presenti sul nostro pianeta. D’altronde esistono i c.d. estremofili sul nostro pianeta in luoghi che mai avremmo immaginato potesse esserci vita.

Un team di scienziati, ingegneri, ma anche studenti, guidato dalla dott.ssa Natalie A. Cabrol, Direttore del Carl Sagan Center presso l’Istituto SETI, è stato creato per studiare aree remote del Cile; inoltre l’Istituto di Astrobiologia della NASA, che aiuterà a preparare missioni come Mars 2020 ed ExoMars nella loro ricerca di biosignature, sosterrà tale spedizione.

L’obiettivo è imparare dagli estremofili per sviluppare algoritmi di rilevamento per le tecnologie AI (intelligenza artificiale).

Artemis

Tra le varie missioni non si può non ricordare anche la missione Artemis della Nasa, di cui ne abbiamo parlato qui: VIDEO – NASA, con Artemis inzia la nuova corsa allo spazio