Introduzione

Il 30 agosto 2019 l’astrofilo Gennady Borisov osservò la prima cometa interstellare che venne di lì a poco ripresa nella prima immagine a colori dall’Osservatorio Gemini delle Hawaii (leggi: Prima Immagine a colori di una Cometa interstellare).

La conferma della NASA

Ebbene, la NASA ha confermato l’origine della cometa che giunge, pertanto, da zone situate oltre i confini del nostro sistema solare. Il 12 ottobre 2019 il telescopio Hubble è riuscito ad immortalare la cometa in una immagine spettacolare dalla quale è possibile osservare la classica coda di una cometa. Queste osservazioni foniscono indizi molto importanti sulla composizione chimica, struttura e caratteristiche della polvere di questi oggeti formatisi verosmilmente in un sistema solare alieno in tempi molto lontani.

Sebbene un altro sistema stellare possa essere alquanto diverso dal nostro, il fatto che le proprietà della cometa appaiano molto simili a quelle degli oggetti del nostro sistema solare è davvero notevole“, ha affermato Amaya Moro-Martin dello Space Telescope Science Institute di Baltimora.

credit: nasa.gov

La cometa si sta dirigendo verso il Sole ed il perielio è previsto per il 7 dicembre 2019, la cui distanza dallo stesso sarà pari a due volte quella che c’è tra il Sole e la Terra.  2I/Borisov sta procedendo con una traiettoria iperbolica, con una velocità di 110.000 miglia/h, per la metà del 2020 sarà oltre Giove.

Ricordiamo che la Borisov è il secondo oggetto che proviene da oltre il nostro sistema solare: il primo è stato Oumuamua ( leggi anche: ‘Oumuamua, è un asteroide o altro?). Borisov e ‘Oumuamua sono solo le prime scoperte di oggetti interstellari che fanno una breve visita nel nostro sistema solare, affermano i ricercatori. Secondo uno studio ci sono migliaia di tali intrusi che in qualsiasi momento possono oltreppassare i confini e giungere da noi, anche se la maggior parte sono troppo deboli per essere rilevati con i telescopi di oggi.