Amy Ross, a spacesuit engineer at NASA’s Johnson Space Center, left, and NASA Administrator Jim Bridenstine, second from left, watch as Kristine Davis, a spacesuit engineer at NASA’s Johnson Space Center, wearing a ground prototype of NASA’s new Exploration Extravehicular Mobility Unit (xEMU), and Dustin Gohmert, Orion Crew Survival Systems Project Manager at NASA’s Johnson Space Center, wearing the Orion Crew Survival System suit, right, wave after being introduced by the administrator, Tuesday, Oct. 15, 2019 at NASA Headquarters in Washington. The xEMU suit improves on the suits previous worn on the Moon during the Apollo era and those currently in use for spacewalks outside the International Space Station and will be worn by first woman and next man as they explore the Moon as part of the agency’s Artemis program. The Orion suit is designed for a custom fit and incorporates safety technology and mobility features that will help protect astronauts on launch day, in emergency situations, high-risk parts of missions near the Moon, and during the high-speed return to Earth. Photo Credit: (NASA/Joel Kowsky)

Come annunciato nelle settimane scorse (leggi quì) ieri – 15 ottobre 2019 – la NASA ha effettuato la presentazione delle nuove tute spaziali che verranno utilizzate per la missione Artemis. Tale missione ricordiamo inizierà nel 2020 con un volo senza equipaggio per continuare nel 2022 con un nuovo lancio che vedrà la prima donna calpestare il suolo lunare. Obiettivo finale è portare nel 2024 porterà gli astronauti sulla Luna nella missione Artemis 3 e da lì una volta all’anno (per ulteriori dettagli leggi: VIDEO – ARTEMIS I, test finali per la navicella spaziale Orion).

Photo Credit: NASA/Joel Kowsky

L’amministratore della NASA Jim Bridestine ha presentato le nuove tute spaziali insieme ad Amy Ross, ingegnere presso il Johnson Space Center della NASA (a sinistra nella foto) che ha partecipato alla costruzione delle xEMU. Le nuove tute sono state indossate da Kristine Davis, ingegnere presso il Johnson Space Center della NASA, che indossava un prototipo di terra della nuova Exploration Extravehicular Mobility Unit della NASA, la xEMU, (seconda da destra) e Dustin Gohmert, Project Manager di Orion Crew Survival Systems presso il Johnson Space Center della NASA, che indossava la tuta di Orion Crew Survival System (a destra).

Cosa è cambiato

Anche se le tute non somigliano a quelle super slim dei film di fantascienza come Star Trek, che siamo abituati a vedere rappresentano sicuramente un notevole progresso rispetto a quelle precedenti.

Principalmente, il nuovo design consente loro di spostarsi in modo molto più dinamico: a differenza delle tute usate da Neil Armstrong e Buzz Aldrin che potevano solo effettuare dei “bunny hop”, in pratica saltellare, ora è possibile camminare realmente. La xEMU offre, inoltre, un ampio raggio di movimento per le braccia e nuovi guanti che permettono agli astronauti di muovere liberamente le dita consentendogli gesti come raccogliere rocce dalla superficie lunare con relativa facilità.

Il deign è progettato per adattarsi a chiunque voglia diventare un astronauta: “Vogliamo che ogni persona che sogna di andare nello spazio sia in grado di dire a se stessa, che sì, hanno quell’opportunità“, ha affermato Bridenstine.

La xEMU è capace di resistere ad escursione termiche che vanno dai -250° ai +250° Fahrenheit (dai circa -156° C ai 121°C) consentendo agli astronauti di poter esplorare qualsiasi zona della Luna.

La Orion Crew Survival Suit

Questa tuta (quella arancione per intenderci) è molto più leggera progettata per essere indossata durante il decollo e l’atterraggio. Generalmente sarà depressurizzata durante l’uso, ma può fornire protezione in caso di depressurizzazione accidentale.Inoltre anche se ai livelli della xEMU  fornirà protezione termica e radioprotezione.

La commercializzazione

Bridenstine ha ribadito che la NASA sta anche lavorando con partner commerciali per la produzione delle tute Artemis, come annunciato dall’agenzia all’inizio di questo mese. Sta anche cercando di fornire consigli e suggerimenti su cosa fare in termini di evoluzioni e aggiornamenti futuri.

Ciò che la NASA ha già fatto è stato investire nel rifornimento commerciale della Stazione Spaziale Internazionale […] Abbiamo investito ora nell’equipaggio commerciale. E nella prima parte del prossimo anno, lanceremo ancora una volta gli astronauti americani sui razzi americani dal suolo americano, per la prima volta dal ritiro delle navette spaziali del 2011“, ha detto. “Sarà uno sviluppo davvero positivo per il nostro Paese, ma sarà commerciale […] E, naturalmente, vogliamo vedere molti habitat commerciali anche nella bassa orbita terrestre. Alla fine, ciò che ci consente di fare è quindi prendere le risorse che i contribuenti ci danno e andare sulla Luna e su Marte, tenendo sempre d’occhio la commercializzazion. L’obiettivo qui è espandere ulteriormente l’umanità nello spazio come mai prima d’ora”.

Fonte: nasa.gov