Al giorno d’oggi tutti sanno cosa è un ponte di Einstein-Rosen, più comunemente chiamato tunnel spazio/temporale, in inglese wormhole (letteralemente significa buco di verme), argomento questo piuttosto controverso nella comunità scentifica la quale dubita non solo del loro reale funzionamento ma sin anche della loro esistenza.

Per quei pochi che non lo sapessero basta googolare e subito wikipedia corre in nostro soccorso e troverà ivi scritto: “è una ipotetica caratteristica topologica dello spaziotempo consistente essenzialmente in una “scorciatoia” da un punto dell’universo ad un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale“.

Rappresentazione bidimensionale di un wormhole.

Ebbene sembrava quasi impossible ma una seppur minima possibilità della loro esistenza sembra esserci ed entro dieci anni gli autori della ricerca ritengono che si possano anche vedere ed uno esisterebbe proprio nella Via Lattea dove al centro vi è il buco nero super massiccio Sagittarius A

Sul server di prestampa arXiv.org, ma già accettato per la pubblicazione sulla rivista Physical Review D, gli astrofisici De-Chang Dai dell’Università di Yangzhou in Cina e Dejan Stojkovic dell’Università di Buffalo descrivono in dettaglio un test per determinare se Sagittario A*, ospita un wormhole. Si ritiene che i buchi neri siano potenziali case per i wormhole, a causa delle condizioni estreme che entrambi i tipi di oggetti hanno in comune. Se esiste un tale wormhole, dicono, tutte le stelle nascoste dall’altra parte eserciterebbero presumibilmente un’influenza gravitazionale sottile ma rilevabile su quelle alla nostra estremità.

I ricercatori ritengono che se le particelle possono attraversarli allora anche i campi, come quello elettromagnetico e gravitazionale, possono farlo; quindi monitorando i movimenti delle stelle dalla nostra parte – come S2, una stella nota che orbita attorno a Sagittarius A ogni 17 ore – si potrebbero rilevare piccole accelerazioni causate dalla presenza di un wormhole. Se le osservazioni telescopiche del movimento di S2 raggiungono una precisione di 0,000001 metri per secondo al quadrato, si calcola che tali misurazioni potrebbero rivelare la “impronta” di una stella non molto più grande del nostro sole che “tira” S2 dal lato opposto del wormhole.

In realtà affinchè l’idea di Stojkovic e Dai funzioni non dovrebbe funzionare proprio come il ponte di Eistein-Rose in cui si ipotizza lìesistenza di idea di un buco nero da un lato e un buco bianco dall’altro. In questo caso, invece, un qualsiasi wormhole all’interno del Sagittario A* deve mancare di un orizzonte degli eventi come afferma Cosimo Bambi della Fudan University in Cina, non coinvolte sullo studio: “Fondamentalmente, non esiste un orizzonte degli eventi. Qui è solo un cancello dove puoi andare dall’altra parte e tornare indietro. È vero che un buco nero, in alcuni casi, può essere un wormhole. Ma in questo caso, stiamo parlando di wormhole attraversabili“.

In ogni caso Stojkovic ritiene che per quanto difficile sia da capire, attraverso gli strumenti moderni a disposzione come GRAVITY sul Very Large Telescope in Cile o altri che il progresso tecnologico fornirà, nuove analisi potrebbe portare a nuove rivelazioni a riguardo nel giro anche di 10 anni.

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