Tra gli eventi più attesi del 2019 vi è il transito di Mercurio: l’11 novembre, alle ore 13:35, il piccolo pianeta passerà tra la Terra e il Sole regolando agli appassionati uno spettacolo piuttosto raro, circa 13 volte ogni 100 anni.

Data la sua orbita inclinata di 7° rispetto quella terrestre, i transiti di Mercurio possono avvenire solo nei mesi di maggio e novmebre con intervalli piuttosto lunghi, il prossimo si prevede che avverrà nel 2032. Quindi occhi ben puntati in alto!

AVVERTIMENTO

Prima di continuare un avvertimento importante: NON fissare il Sole durante il transito. Mercurio copre una piccolissima frazione del disco solare, quindi il sole rimane più luminoso che mai. Possono verificarsi danni agli occhi. Gli occhiali Eclipse terranno gli occhi al sicuro, ma non ti aiuteranno a vedere Mercurio. Il pianeta è solo 1/194 volte il diametro apparente del sole. Si consiglia un telescopio filtrato in modo sicuro con un ingrandimento di 50x o più per guardare questo evento.

Cosa si vedrà

Essenzialmente il fenomeno del transito consiste nel passaggio del pianeta lungo la sua orbita, davanti al Sole rispetto la nostra prospettiva. Si noterà un puntino nero attravarsare il Sole da parte a parte. Il primo “contatto” avverrà alle ore 13:35 mentre un secondo contatto alle ore 13:37 per poi raggiungere la massima distanza alle 16.19 per poi tramontare lentamente insieme al Sole.

Il filmato film creato dall’artista scientifico Larry Koehn di ShadowandSubstance.com mostra bene il fenomeno.

Durante il transito Mercurio si troverà nel punto di minima distanza dal Sole (perielio), mentre nei transiti che avvengono nei mesi di maggio, al contrario, si trova nel punto di massima distanza (afelio).

Una importante tecnica

Il fenomeno del transito dei pianeti rispetto la rispettiva stella è di grande importanza astronomica ed è attualmente il metodo più usato per la scoperta degli esopianeti come ad esempio HD 209458 b, un pianeta extrasolare soprannominato Osiride, che orbita intorno alla sua stella madre (HD 209458) nella costellazione di Pegaso.

In pratica un pianeta quando passa davanti alla sua stella, anche se di poco, ne riduce la sua liminosità. Un po’ come quando una lampadina di casa ha una macchia sul vetro. Gli scienziati, pertanto, osservando le stelle e la loro luminosità si accorgono se della presenza o meno di un pianeta.

I vantaggi

Con questo metodo è possibile conoscere la grandezza del pianeta (diametro) e del periodo orbitale; la distanza fra la stella e il pianeta può essere calcolata tramite la durata del periodo applicando la terza legge di Keplero. Un altro vantaggio è la possibilità di ricavare informazioni circa la composizione, l’atmosfera e la temperatura dell’esopianeta. Quando un pianeta transita davanti alla stella, qualche raggio di luce della stella passa attraverso la sua atmosfera. In questo modo gli scienziati possono analizzare il colore di questa luce ricavando informazioni sulla sua composizione chimica

Il limite

Il grande limite del metodo del transito è che può essere applicato solo per i pianeti con un angolo i prossimo ai 90 gradi. L’esopianeta deve transitare fra la propria stella e l’osservatore, altrimenti non potremmo vedere alcuna diminuzione di luminosità apparente della stella dovuto dal pianeta.