Grazie ad uno studio, pubblicato oggi su The Astrophysical Journal, attraverso i telescopi Subaru, Keck e Gemini sono state individuate ben 12 galassie distanti circa 13 miliardi di anni luce lasciando supporre che grandi strutture come i propto-ammassi esistessero già quando l’universo aveva il 6% della sua età.

L’ombreggiatura blu mostra l’estensione, presunta in base ai calcoli, del proto-ammasso e il colore più blu indica una maggiore densità di galassie. Gli oggetti rossi nelle figure ingrandite sono le 12 galassie che si trovano al suo interno. Questa figura mostra un campo visivo quadrato di 24 arco-minuti di lato (corrispondenti a 198 milioni di anni luce alla distanza di 13 miliardi di anni luce). Ogni zoom è di 16 secondi d’arco di lato (corrispondente a 2.2 milioni di anni luce). Crediti: Naoj/Harikane et al.

L’importanza della individuazione di queste galassie “primordiali” sta nel loro studio, in quanto attraverso il loro studio si cerca di capire come si formano gli ammassi. I progenitori di questi vengono definiti “proto ammassi“.

Il primo auore dello studio spiega che: “il proto ammasso è un sistema raro e speciale con una densità estremamente alta e non facile da trovare. Per superare questo problema, ci siamo affidati all’ampio campo di vista del telescopio Subaru per mappare una vasta area del cielo e andare alla ricerca di questi oggetti“.

Nella mappa dell’Universo realizzata dal telescopio Subaru, il team ha scoperto un candidato al protocluster, z66OD, in cui le galassie sono 15 volte più concentrate del normale per quell’epoca. Il team ha quindi condotto osservazioni spettroscopiche di follow-up usando l’Osservatorio Weck Keck e il telescopio Gemini Nord e ha confermato 12 galassie che esistevano 13 miliardi di anni fa, rendendolo il primo proto-ammasso finora conosciuto.

È interessante notare che una delle 12 galassie in z66OD era un oggetto gigante con un enorme corpo di gas, noto come Himiko, che era stato trovato in precedenza dal telescopio Subaru nel 2009. “È ragionevole trovare un protocluster vicino a un oggetto enorme, come Himiko. Tuttavia, siamo sorpresi di vedere che Himiko non si trovava al centro del protocluster, ma ai margini di 500 milioni di anni luce di distanza dal centro“, ha affermato Masami Ouchi, membro del team dell’Osservatorio Nazionale Astronomico del Giappone e l’Università di Tokyo, che ha scoperto Himiko nel 2009. Ironia della sorte, si dice che anche la regina mitologica Himiko, chiamato con il nome di una sacerdotessa del culto del Sole nell’antico Giappone. Ouchi continua: “Non si capisce ancora perché Himiko non si trovi al centro. Questi risultati saranno la chiave per comprendere la relazione tra ammassi e galassie enormi“.

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Fonte: https://www.nao.ac.jp/en