Cosa sono le tecnosignature

Una civilità avanzata almeno come la nostra produce una serie di segnali che rientrano in un termine coniato in tempi relativamente recenti: le tecnosginature. Questo termine è stato introdotto per la prima volta nel 2017 dall’astronoma Jill Tarter che in quel periodo era direttore del Centro SETI.

Si tratta in pratica di segnali che denotano la presenza di vita intelligente come ad esempio e trasmissioni radio o comunque cercare qualcosa di strano – un’anomalia nei dati che potrebbe indicare la presenza di qualcosa di innaturale – come un pianeta un po’ troppo luminoso. Storicamente, questo tipo ricerca non è stata presa sul serio. Ora, tuttavia, gli scienziati affermano di avere una possibilità reale di trovare tali segnali, purché si cerchino le cose giuste nei posti giusti. 

Alcuni esempi

Durante la scansione di esopianeti distanti, anomalie di dati come una composizione atmosferica insolita potrebbero essere un indizio di “ingegneria di vita complessa del suo ambiente“, ha detto Joseph Lazio, astronomo del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Un’altra possibile tecnosignatura è il lampeggiamento ultraveloce di una stella. Sempre la Lazio a riguardo ha detto: “Se osservi una stella che lampeggia dentro e fuori più velocemente di un microsecondo, non è ovviamente un fenomeno naturale. Non è poi così difficile, oggi possiamo farlo su una panchina di laboratorio“. Gli umani, infatti, hanno creato dei laser che rilasciano fotoni trilioni di volte al secondo.

Tra questi segnali il più noto è sicuramente quello delle onde radio le quali si irradiano attraverso lo spazio a una certa frequenza. Le fonti naturali in genere non producono onde radio in un intervallo molto ristretto di frequenze e se “è davvero facile per noi farlo artificialmente” come ha rivelato la Lazio anche qualcun altro potrebbe farlo!

A questo punto non posso non ricordare il film Contact del 1997 con l’attrice Jodie Foster, trasposizione cinematografica del romanzo di fantascienza di Carl Sagan. La protagonista indossa le vesti di una astronoma che dedica tutta la sua vita alla ricerca di segnali di vita intelligente anlaizzando le onde radio utilizzando le strutture del SETI. Non aggiungo altro per eivtare spoiler ma ancora oggi è tra i migliori film sull ‘argomento o quanto meno il più credibile.

A che punto siamo?

Attualmente le ricerche di vita intellingente si focalizzano sulle biosignature o segnali biologici (come il respiro lasciato alle spalle quando una essere vivente respira) o si cercando firme chimiche come l’inquinamento atmosferico, megastrutture che riflettono, assorobono o bloccano la luce. Si cercano ancora segnali “auto-luminosi” come illuminazioni artificiali.

L’elenco delle tecnosignature potrebbe essere lunghissimo; per questo motivo gli astronomi si concentrano solo su alcune di esse.

Il gioco è cercare di capire qualcosa che sia artificiale ma che sia anche rilevabile in modo fattibile“, ha detto a Live Science Thomas Beatty, un assistente astronomo dello Steward Observatory dell’Università dell’Arizona. “Penso che siamo più vicini di quanto molti immaginino” .

Gli scettici

Tuttavia non tutti sono convinti che questo tipo di ricercha porterà a qualcosa. Ad esempio Gustavo Cruz Diaz, un ricercatore post-dottorato presso il Centro di ricerca Ames della NASA, ritiene che a differenza delle biosignature, le tecno-firme aliene potrebbero essere troppo deboli. “Se la vita extraterrestre ci guarda, non troveranno una [sola] tecnosignatura“, ha detto a Live Science. Anche se pensiamo di avere una civiltà avanzata, da un lontano trespolo nello spazio, semplicemente non abbiamo modificato il nostro pianeta abbastanza da essere rilevato – almeno con la nostra tecnologia esistente. “Devi coprire l’intera Terra con le città per sapere che c’è qualcosa lì“, ha detto Cruz Diaz.

Tra gli scettici o comunque tra quelli più cauti vi è anche Andrew Mattioda, ricercatore presso il Centro di ricerca Ames della NASA a Mountain View, California, il quale ritiene che la tecnologia è in continua evoluzione e quindi potremmo cercare le cose sbagliate nel momento sbagliato.

Conclusione

Nonostante le difficoltà la ricerca di vita intelligente “nell’al di là” continua, ciò che sembrava impossibile un tempo oggi è realtà. La ricerca di Eso-Pianeti è diventata uno degli obiettivi più importanti delle agenzie spaziali di tutto il mondo e ogni giorno potrebbe essere quello giusto. Le tecnologie modernei permettono di scandagliare in profondità le zone più recondite dello spazio. D’altronde come scrisse Carl Sagan: “Se fossimo soli sarebbe un incredibile spreco di spazio“.