L’agenzia spaziale americana, tramite i propri canali ufficiali ha comunciato in data odierna che la navicella spaziale Orion andrà in Ohio per la parte conclusiva dei test che sono anche quelli più importanti, prima di essere integrata con il razzo Space Launch System (SLS).

Tali test sono previsti per l’autunno da parte di un team di ingegneri e tecnici che effettuaranno delle verifiche in condizioni estreme per simulare quelle che incontrerà durante il suo viaggio. Tutto ciò avverrà presso la Plum Brook Station della NASA, la struttura più importante al mondo per i test spaziali siutata per l’appunto in Ohio a Sandusky.

La camera a vuoto di Plum Book, infatti, è particolarmente adatta per questi test in quanto può fornire un ambiente privo di radiofrequenza o silenzioso. Avere una struttura di test silenziosa è importante poiché impedisce a fonti esterne di influire sul test. Le pareti della camera sono anche realizzate in alluminio altamente riflettente, che consente agli ingegneri di bagnare il veicolo spaziale in frequenze per simulare fonti esterne.

I test

I test confermeranno che i sistemi del veicolo spaziale funzionano come previsto, garantendo nel contempo un funzionamento sicuro per l’equipaggio durante le future missioni Artemis – sia a terra che in volo. Ci piace dire: ” testiamo come voliamo ed è esattamente ciò che realizzeremo durante l’imminente test ambientale di Artemis 1“, ha affermato Nicole Smith, project manager per i test Orion presso la Plum Brook Station”.

Il direttore della struttura SEC, Bob Kowalski, ha dichiarato: “Questa funzionalità one-stop riduce i rischi eliminando la necessità di trasportare un veicolo in più posizioni per testare e l’abilità della nostra forza lavoro lo rende il posto migliore per valutare i veicoli spaziali“.

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Il primo test sarà quello termico:  durerà circa 60 giorni, mentre i sistemi Orion vengono accesi in condizioni di vuoto che simulano l’ambiente spaziale. Di seguito la spiegazione tecnica riportata dalla NASA: ” Durante questa fase, il veicolo spaziale sarà sottoposto a temperature estreme, che vanno da -250 a 300 gradi Fahrenheit, per replicare volare dentro e fuori dalla luce solare e dall’ombra nello spazio. Per simulare queste condizioni, un sistema appositamente progettato, noto come flusso di calore, verrà utilizzato per riscaldare parti specifiche del veicolo spaziale in qualsiasi momento. Sarà inoltre circondato da tutti i lati da una serie di grandi pannelli, chiamati sudari criogenici che forniranno le fredde temperature di fondo dello spazio“.

Il secondo test riguarderà la compatibilità e l’interferenza elettromagnetica e durerà circa 15 giorni. “Ogni componente elettronico emette un qualche tipo di campo elettromagnetico che può influire sulle prestazioni di altri dispositivi elettronici nelle vicinanze. Questo test assicurerà che l’elettronica del veicolo spaziale funzioni correttamente se utilizzata contemporaneamente“.

Una volta terminati con successo i vari test, la navicella spaziale tornerà al Kennedy Space Center della NASA per la integrazione con il potente razzo SLS e gli ultimi preparativi.

Come già ricordato in questo articolo – Nasa, con artemis iniza la nuova corsa allo spazio – con la missione Artemis si punterà a riportare l’uomo sulla Luna con una presenza a lungo termine entro il 2028.

Ricordiam, inoltre, con orgoglio che la ESA partecipa attivamente in qeusta missione realizzando il modulo di servizio per la Orion.

Fonte: NASA